Raffaele Guariniello

guarinielloHa conseguito la Laurea in Giurisprudenza a 23 anni. Magistrato di Cassazione, dal 1992 esercita le funzioni di Procuratore Aggiunto presso la Procura della Repubblica di Torino.

La sua attività è principalmente rivolta ai settori del lavoro, della salute e dell’ambiente. Collabora a riviste giuridiche e mediche e ha pubblicato numerosi libri.

Il Magistrato Raffaele Guariniello è noto per importanti inchieste legate alla salute. Ricordiamo le indagini per l’abuso di farmaci nel calcio e il caso eclatante della ThyssenKrupp, conseguente al grave incendio -incidente sul lavoro, che provocò la morte di sette operai. Il processo ha portato alla condanna di omicidio volontario.
Vi è poi il grande lavoro svolto per il caso ‘Eternit’ che porta ad una sentenza storica nel 2012 con la condanna a 16 anni di reclusione per i due imputati di “disastro ambientale doloso permanente” e per “omissione volontaria di cautele antinfortunistiche”.

Il caso Eternit è il primo al mondo in cui i vertici aziendali vengono condannati, costituendo un precedente importante che potrebbe dare il via a decine di processi in tutta Europa.

“L’intervento della magistratura a tutela del diritto alla salute dei lavoratori e dei cittadini”

ore 11.00 Domenica 10 novembre 2013 Foro Boario -Nizza Monferrato

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I Libri di Francesco De Gregori

Artista fra i più importanti della scena musicale italiana. Nelle sue canzoni si incontrano musicalmente sonorità vicine alla musica popolare, mentre nelle liriche un ampio uso della sinestesia e della metafora, spesso di non immediata interpretazione, con passaggi di ispirazione intimista, letterario-poetica ed etico-politica in cui trovano spazio riferimenti all’attualità e alla storia. È spesso definito cantautore e poeta, sebbene egli preferisca essere identificato semplicemente come musicista.

La sua è una ricca storia di musica e parole, insieme al giornalista e amico Gabriele Ferraris ci racconterà quali sono le sue letture. Domenica 10 novembre 2013 ore 18.30, ovviamente a Nizza Monferrato.

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Le colpe dei padri Alessandro Perissinotto

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Nel 1997 Perissinotto inizia a pubblicare libri di narrativa che, per le atmosfere e i temi trattati, vengono definiti romanzi polizieschi.

Il primo libro è L’anno che uccisero Rosetta, romanzo ambientato negli anni ’60 a Balme, un piccolo paese delle valli di Lanzo (Piemonte), seguito poco dopo da La canzone di Colombano, romanzo giallo ambientato questa volta in Val di Susa, a Chiomonte, all’inizio del XVI secolo. Seguono Treno 8017, il cui racconto prende spunto da un incidente ferroviario del 1944, in cui persero la vita oltre cinquecento persone, e Al mio giudice (2004), romanzo epistolare in cui le lettere scambiate tra un presunto omicida latitante e il giudice che gli dà la caccia viaggiano per posta elettronica. In questi due lavori l’attenzione dell’autore si sposta ai giorni nostri, per calarsi negli ambienti connessi con l’alta finanza, dedita a spericolate transazioni bancarie online; con questo romanzo Perissinotto si aggiudica il Premio Grinzane Cavour (2005) per la Narrativa Italiana.

Nei suoi successivi tre romanzi Una piccola storia ignobileL’ultima notte bianca e L’orchestra del Titanic, tutti pubblicati da Rizzoli, le indagini sono condotte da un solo e ben delineato personaggio, la psicologa Anna Pavesi, che utilizza la conoscenza della mente per sondare e portare alla luce la banalità di quel male ben connaturato nell’animo umano; in particolare, l’indagine raccontata in L’ultima notte bianca, attraverso una Torino olimpica gioiosa e festosa, ma anche frastornata e passiva, permette all’autore di evidenziare i chiaroscuri dell’evento, sottolineando l’esistenza di una periferia abitata da gente operosa, ma esclusa dalla grande festa olimpica e, soprattutto, di una folta popolazione di giovani emarginati che, in mezzo a tante luci e ostentazioni, si trascinano nella miseria, o nella schiavitù della droga e della prostituzione.

Gli ultimi romanzi pubblicati sono nel 2011 Semina il vento, Piemme e Lo sguardo oltre l’orizzonte (scritto su commissione della Banca del Piemonte per celebrarne il centesimo di fondazione) e nel 2013 Le colpe dei padri, Piemme.

“Guido Marchisio, torinese, 46 anni, è un uomo arrivato. Dirigente di una multinazionale, appoggiato dai vertici, compagno di una donna molto più giovane e bellissima: la sua è una vita in continua ascesa. Fino al 26 ottobre 2011, una data che crea una frattura tra ciò che Guido è stato e quello che non potrà mai più essere. Quella mattina, infatti, un incontro non previsto insinua in lui il dubbio: possibile che esista da qualche parte un suo sosia, un gemello dimenticato, un suo doppio misterioso e sfuggente? Giorno dopo giorno, il dubbio diventa ossessione e l’esistenza dell’ingegner Marchisio inizia, prima piano poi sempre più velocemente, a percorrere la stessa rovinosa china della sua azienda e della sua città. Di tutte le sicurezze costruite col tempo, non rimane più nulla: il suo ruolo di freddo tagliatore di teste, di manager di successo, la sua figura di uomo affascinante, tutto, per colpa di quel sospetto sembra scivolare via da lui, come se accompagnasse l’emorragia che lentamente svuota l’industria italiana. Andare a fondo significherà per Guido affacciarsi all’orlo di un baratro e accettare l’inaccettabile. Nessuno come Alessandro Perissinotto sa fondere sentimenti personali e conflitti sociali in una storia grande che lascia il segno.”

Mandami tanta vita Paolo Di Paolo

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Paolo Di Paolo (Roma, 7 giugno 1983) è uno scrittore italiano.

Ha esordito nel 2004 con i racconti Nuovi cieli, nuove carte (Empirìa, 2004, finalista Premio Italo Calvino per l’inedito 2003). Nel 2003 è stato tra i cinque finalisti nazionali del Premio Campiello Giovani.

Ha curato libri-intervista: Un piccolo grande Novecento, con Antonio Debenedetti (Manni, 2005), Ho sognato una stazione. Gli affetti, i valori, le passioni, con Dacia Maraini (Laterza, 2005), Risalire il vento, con Raffaele La Capria (Liaison, 2008), Queste voci queste stanze, con Elio Pecora (Empirìa, 2008). In Ogni viaggio è un romanzo(Laterza, 2007) ha raccolto 19 conversazioni con gli scrittori italiani, tra cui Andrea Camilleri, Melania Mazzucco,Emanuele Trevi su libri e viaggi; in Scusi, lei si sente italiano? (Laterza, 2010, con Filippo Maria Battaglia) le voci di grandi scrittori e giornalisti sul tema dell’identità nazionale.

Per il teatro ha curato il testo teatrale Il respiro leggero dell’Abruzzo (2001), dedicato a pagine di grandi scrittori sull’Abruzzo e portato in scena da Franca Valeri, Milena Vukotic, Arnaldo Ninchi e L’innocenza dei postini (in AA.VV., L’attesa, a cura di Mario Fortunato, Bompiani), messo in scena durante il Napoli Teatro Festival Italia 2010. Nel 2008 è stato uno dei volti della trasmissione culturale di Raitre Gargantua, condotta da Giovanna Zucconi.

Nel 2008 ha pubblicato il romanzo Raccontami la notte in cui sono nato (Perrone) e il saggio Piccola storia del corpo (Edilet); nel 2009 Questa lontananza così vicina (Perrone) e Dove siamo stati felici. La passione per i libri(Filema).

Ha curato un’antologia degli scritti di Indro Montanelli, La mia eredità sono io. Pagine da un secolo (Rizzoli Bur, 2008), un’antologia dei racconti di Antonio Debenedetti, E nessuno si accorse che mancava una stella (Rizzoli Bur, 2010), Viaggi e altri viaggi di Antonio Tabucchi (Feltrinelli, 2010).

Nel 2011 è uscito Dove eravate tutti (Feltrinelli, vincitore Premio Mondello, Superpremio Vittorini e finalista Premio Zocca Giovani). Nel 2012 ha raccolto in La fine di qualcosa. Scrittori italiani tra due secoli saggi e articoli sugli scrittori italiani contemporanei. Del 2013 è Mandami tanta vita (Feltrinelli), finalista Premio Strega.

“Moraldo, arrivato a Torino per una sessione d’esami, scopre di avere scambiato la sua valigia con quella di uno sconosciuto. Mentre fatica sui testi di filosofia e disegna caricature, coltiva la sua ammirazione per un coetaneo di nome Piero. Alto, magro, occhiali da miope, a soli ventiquattro anni Piero ha già fondato riviste, una casa editrice, e combatte con lucidità la deriva autoritaria del Paese. Sono i giorni di carnevale del 1926. Moraldo spia Piero, vorrebbe incontrarlo, imitarlo, farselo amico, ma ogni tentativo fallisce. Nel frattempo ritrova la valigia smarrita, ed è conquistato da Carlotta, una fotografa di strada disinvolta e imprendibile in partenza per Parigi. Anche Piero è partito per Parigi, lasciando a Torino il grande amore, Ada, e il loro bambino nato da un mese. Nel gelo della città straniera, mosso da una febbrile ansia di progetti, di libertà, di rivoluzione, Piero si ammala. E Moraldo? Anche lui, inseguendo Carlotta, sta per raggiungere Parigi. L’amore, le aspirazioni, la tensione verso il futuro: tutto si leva in volo come le mongolfiere sopra la Senna. Che risposte deve aspettarsi? Sono Carlotta e Piero, le sue risposte? O tutto è solo un’illusione della giovinezza? Paolo Di Paolo, evocando un protagonista del nostro Novecento, scrive un romanzo appassionato e commosso sull’incanto, la fatica, il rischio di essere giovani.”

Italo e Laura Pesce

Nizza Monferrato era la piazza del mercato, delle feste, degli affari, si scendeva dalle colline e si incontravano quelli del bricco di fronte, i mercanti di uve, arrivavano i parau a portare i buoi per la fiera, vince il più bello, quello grasso. Intorno alla piazza Garibaldi, oltre dieci le osterie che si alternano prima e dopo la seconda Guerra.

Fra quelle trattorie con stallaggio dove si pernottava prima del mercato, c’era il ristorante ‘Foro Boario e Pio Corsi’, aperto a fine ‘800 dalla famiglia Pesce. Italo cresce così in un ristorante e ne fa un disegno di vita, la sua ristorazione territoriale ricerca qualità e anche discrete quantità per soddisfare i numerosi estimatori della pasta fresca, della selvaggina, della Bagna Cauda che Italo propone.

Il ristorante dagli anni ’70 diventa ‘Da Italo’ rimanendo il progetto di una famiglia dedicata alla gastronomia. La pasta fresca fatta dalle donne della famiglia, i bambini che corrono per le stanze dove la pasta è allungata ad asciugare. Qui cresce la figlia di Italo, Laura, che oltre a imparare presto a gestire la sala del ristorante, si diploma Sommelier professionale e diventa fiduciaria A.I.S. Piemonte e Valle d’Aosta.

Una storia di famiglia che racconta la storia enogastronomica del territorio. Nelle parole di Laura, diventata docente ed esperta del settore, i ricordi che a cent’anni dalla nascita del padre, vuole condividere in una pubblicazione curata con Antonella Saracco.

‘Una donna il vino un destino. Storie di vita e di passioni’ verrà presentato da Laura Pesce domenica 11 novembre ore 16.00, area convegni Foro Boario.